Sono passati sette mesi da quando, il primo luglio
scorso, la Croazia è entrata ufficialmente a far parte dell’Unione Europea, che
ne ha accettato la richiesta dopo aver valutato positivamente i requisiti del
paese dell’ex Jugoslavia, secondo stato balcanico dopo la Slovenia a
raggiungere l’indipendenza, nel 1995.
Anche dal punto di vista calcistico l’apertura alla
Croazia ha permesso di ottenere molti vantaggi, visto che tutti i calciatori di
quella nazionalità hanno avuto la possibilità di essere acquistati dalle
squadre europee, senza più andare a riempire uno dei “buchi” riservati ai
calciatori extracomunitari. Anche in Italia si è approfittato di questa
occasione, ma i risultati, quando si è da poco superata la metà stagione, non
sono sempre stati all’altezza delle aspettative, anzi. Ma vediamo nel dettaglio
come valutare le prestazioni dei calciatori croati: di quelli presenti anche lo
scorso anno sono rimasti in due, ma hanno di certo peggiorato i loro voti;
Mateo Kovacic, gioiellino dell’Inter classe 94, era stato fortemente voluto da
Moratti, che aveva sborsato ben 11 milioni di euro per portarlo a Milano già
nel gennaio scorso. L’ex Dinamo Zagabria, che aveva sorpreso in positivo nel
girone di ritorno della passata stagione, ha trovato quest’anno poca continuità
da titolare, e ha pagato molto i continui spostamenti tattici ai quali Mazzarri
l’ha sottoposto; gli servirà una grande seconda parte di campionato per
guadagnarsi i Mondiali, anche se in nazionale parte dietro ad un mostro sacro
come Modric. Sempre a proposito di nerazzurri, ma questa volta quelli dell’Atalanta,
anche Marko Livaja non è riuscito a dare continuità e ragione alle credenziali
con le quali era arrivato in Italia, nel luglio del 2010; il giovane
attaccante, nato nel 1993, ha fatto molto bene a Cesena, ma all’Inter, squadra
che lo ha portato nel nostro paese, e con i bergamaschi, ha sempre faticato a
trovare molto spazio, pagando più di una volta, oltre al modulo tattico
adottato da Colantuono che lo penalizza, un comportamento fuori dal campo un po’
troppo sopra le righe; quest’anno per lui sotto sette presenze da titolare, ma
quantomeno la soddisfazione di aver realizzato due gol, oltre ad una doppietta
al Bari in Coppa Italia, contro Parma e Bologna. Tra i giocatori arrivati quest’anno
dalla Croazia invece, l’unico ad essersi dimostrato pienamente all’altezza è
Sime Vrsaljko, esterno destro di difesa classe 1992,; il Genoa, che lo ha
acquistato nella sessione estiva di mercato, ha già ricevuto molte richieste
ma, almeno fino a giugno, Sime non si muoverà. Abile nei cross e instancabile
dal punto di vista fisico, Vrsaljko è il classico pendolino di fascia, adatto
sia alla fase difensiva che a quella offensiva; ha trovato molto spazio ed è
sempre stato impiegato dal primo minuto, diciassette presenze da titolare per
lui, sia da Liverani che da Gasperini. È stato convocato per gli spareggi
mondiali contro l’Islanda e con ogni probabilità andrà in Brasile, anche se
difficilmente da titolare. Tra gli altri giocatori, l’unico a trovare un po’ di
spazio è stato Ivan Kelava, venticinquenne portiere che l’Udinese ha acquistato
dalla Dinamo Zagabria; complice anche l’infortunio di Brkic, l’estremo
difensore è stato impiegato per tutta la prima parte di stagione, collezionando
dieci presenze. Tuttavia, solo due volte è riuscito a mantenere la porta
inviolata, sfoderando prestazioni non sempre all’altezza, e con il rientro del
portiere serbo si è accomodato in panchina, dove presumibilmente passerà tutto
il girone di ritorno. Sempre all’Udinese, società storicamente attenta alle
giovani promesse, sono arrivati anche altri due ragazzi croati, entrambi classe
1992, Igor Bubnjic e Frano Milnar; se il primo è riuscito a giocare per intero
la partita di inizio anno a Parma, il secondo non è nemmeno mai sceso in campo,
ed entrambi faranno molta fatica ad essere presi in considerazione per le
prossime sfide da mister Guidolin. Zero presenze, e anche poche convocazioni,
le ha collezionate pure Josip Elez, diciannovenne difensore acquistato dalla
Lazio in estate; l’ex Hajduk Spalato è stato impiegato soltanto nella
formazione primavera, e dovrà cercare di mettersi in mostra al Torneo di
Viareggio per guadagnarsi la fiducia di Reja. È da poco maggiorenne invece Tin
Jedvaj, centrale difensivo ex Dinamo Zagabria; la Roma lo ha portato nella
capitale con un investimento oneroso, ma fino a questo momento Garcia lo ha
impiegato solo contro il Genova per una decina di minuti; l’età è dalla sua
parte e gli addetti ai lavori ne parlano un gran bene, anche se un prestito a
gennaio (è stato ad un passo dal Verona) avrebbe potuto giovare al giovane
centrale. È arrivato in Italia preceduto da grandi aspettative anche Ante
Rebic, ventenne, per il quale la Fiorentina ha messo sul piatto ben 4.5 milioni
di Euro pur di strapparlo subito al RNK, la seconda squadra di Spalato; finora
per il possente centravanti solo tre spezzoni di partita, ma si sa che i Della
Valle hanno sempre pescato bene dall’Est Europa, per cui il ragazzo è
decisamente da tenere d’occhio. Infine, tra i poco o anche meno impiegati,
Josip Radosevic, centrocampista del Napoli di Benitez; il quasi ventenne,
aggregato alla prima squadra da quest’estate, dopo sei mesi con le giovanili,
ha collezionato una sola presenza da titolare, in Coppa Italia con l’Atalanta,
ma dalle parti del Vesuvio ne parlano un gran bene, per cui già nel girone di
ritorno potremmo vederlo all’opera più spesso.
Sono quindi da giudicare con riserva gli acquisti “croati”
del campionato; come abbiamo visto, solo Vrsaljko è un titolare fisso, mentre
altri non vedranno mai il campo sino a fine stagione. Tuttavia, sono tutti
ragazzi molto giovani, e probabilmente almeno un paio, nei prossimi anni,
potranno diventare dei veri talenti, per la gioia di chi, appena aperte le
frontiere, è corso a comprarli.
Nessun commento:
Posta un commento