martedì 11 febbraio 2014

CELLINO-LEEDS: PASTICCIO "ALL'ITALIANA"

La tanto attesa ufficialità è arrivata con un comunicato apparso sul sito del club, che attesta come Massimo Cellino sia ora il proprietario del Leeds United FC, e ne detenga il 75% delle quote, mentre il rimanente 25% resta nelle mani della GHF Capital, società che controllava per intero il club dello Yorkshire. Si è chiusa così la telenovela che da giorni stava infiammando l’asse Cagliari-Leeds, e che era ormai diventata come la classica commedia “all’italiana”, dove si ride per non piangere, e piena di personaggi bizzarri, ma a loro modo indimenticabili. Ma cerchiamo di mettere ordine nella vicenda, ricapitolando gli eventi: tutto nasce dall’idea dell’attuale presidente del Cagliari (che stando allo stesso Cellino sarà venduto a breve all’emiro qatariota Al Thani) di acquistare la squadra che milita in Championship, la seconda divisione inglese; idea non nuova, visto che già quattro anni fa l’imprenditore sardo era volato oltremanica con una valigia piena zeppa di sterline, ma a Londra, casa del West Ham, si era visto rifiutare la proposta di acquisizione del club, che aveva preferito vendere alla coppia Sullivan-Gold, ex proprietari del Birmingham City e ancora oggi al timone degli Irons. Dunque Cellino mette sul piatto la sua proposta di circa 25 milioni di sterline, e la GHF, ritenendola idonea, si dice pronta a lasciare subito campo all’uomo che in Italia ha fatto carriera nel settore agricolo; Cellino allora, nonostante l’ufficialità del passaggio di consegne non sia ancora stata messa nero su bianco, decide subito di non smentire la sua fama di mangiallenatori, e caccia dalla panchina dei peacocks Brian McDermott, amatissimo manager della squadra. L’intento è quello di portare sulla panchina di Elland Road  Gianluca Festa, intimo del presidente cagliaritano e già conoscitore del calcio inglese per aver giocato con le maglie di Middlesbrough e Portsmouth a cavallo del 2000. Il giorno dopo, 1 febbraio, la notizia si diffonde, scatenando le proteste di mezzo Yorkshire, con i tifosi che assediano il centro di allenamento inscenando una protesta contro il futuro proprietario del club ed il suo staff; ventiquattro ore dopo, sul sito appare la notizia che McDermott è di nuovo l’allenatore del Leeds United, e le acque, almeno per il momento, si calmano. Cellino però non demorde, e dichiara di voler procedere nell’acquisizione della squadra, che nel frattempo lotta contro la possibilità di finire in bancarotta, e sul campo stravince 5a1 il derby contro l’Huddersfield. A Cellino rimangono due scogli da superare: il primo, che l’imprenditore schiva miracolosamente, è il “fit and proper test”, ovvero l’inchiesta della Football League, che indaga per capire se una persona ha i requisiti per poter acquistare una squadra di calcio; nonostante la fedina penale ( Cellino è stato condannato per due volte dalla giustizia italiana) i fatti risalgono a più di dieci anni fa, termine fissato dalla FA per poter imputare una persona, e Cellino si salva. Il secondo, che lotta fino all’ultimo, è formato dalla cordata locale che viene istituita da alcuni imprenditori-tifosi, che sognano di prendersi la società, ma soprattutto di non vederla finire nelle mani di un personaggio ambiguo e malvisto dai tifosi, da sempre attaccati alle tradizioni e preoccupati di poter rivivere i problemi che Cellino ha spesso causato in Italia, tra tutti la questione mai risolta di Is Arenas. L’uscita dalla cordata di Flowers, uno dei pezzi forti, dà via libera al patron del Cagliari che, rintanato nella sua residenza di Miami, aspetta la risposta positiva della FA, e il 7 febbraio diventa ufficialmente il proprietario, tramite la società di famiglia Eleonora Sport Ltd, del glorioso ma decaduto Leeds United; una società che sotto la guida di Don Revie, alla fine degli anni Sessanta, ha vissuto la sua epoca d’oro, ma che oggi, con un proprietario come il vulcanico Cellino, vede il proprio futuro tutt’altro che roseo. 

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