C’erano una volta il fattore campo, i fortini
inespugnabili e gli 1X scontati; l’andata dei primi quattro ottavi di finale di
Champions League ha smentito categoricamente questo ricorso storico,
contraddicendolo in tutte le sfide; quattro vittorie esterne, e solo in un
caso, quello del Milan, la squadra di casa è uscita dal proprio campo con una
sconfitta immeritata. Si è cominciato martedì all’Etihad con Manchester
City-Barcellona, partita dal sapore di finale anticipata; Pellegrini ha pagato
a caro prezzo la scelta di snaturare l’istinto offensivo della sua squadra,
difendendo a oltranza lo 0a0 e rinunciando praticamente ad attaccare, con
l’intento di andarsi a giocare il passaggio del turno al Camp Nou. È vero che
la svolta del match è arrivata in seguito ad una doppia interpretazione
negativa dell’arbitro, che ha di fatto regalato il vantaggio ai blaugrana, ma
gli uomini del “Tata” Martino hanno dominato in lungo e in largo la partita,
tenendo sempre in mano il pallino del gioco e concedendo poco o nulla agli
abulici avanti dei “citizens”; con un Messi finalmente ritrovato dopo gli
infortuni, il Barca torna prepotentemente tra le principali candidate al
trofeo, e il ritorno di marzo si presenta come una semplice formalità, o quasi.
Ancora più facile sarà il compito per il Psg, che ha superato il Bayer
Leverkusen con uno straripante 4a0; alla BayArena è andato in scena un match
senza storia, con gli uomini di Blanc nettamente superiori e già avanti dopo
pochi minuti con Matuidi, splendidamente imbeccato da Verratti; la doppietta di
Ibrahimovic, mai come quest’anno decisivo anche in coppa, ha chiuso la sfida
già al termine della prima frazione, e la ripresa è stata pura accademia, ed è
servita a Cabaye per firmare il suo primo gol con la maglia dei parigini; non
pervenuti Kiessling e compagni, impresentabili e immaturi per questi livelli;
ora la squadra di Sami Hyypia tornerà a concentrarsi sul campionato, dove è in
forte flessione, mentre la testa di Blanc è già al prossimo sorteggio. Nella
serata di ieri si sono giocate due partite più equilibrate, ma con esiti
simili; all’Emirates, il Bayern Monaco campione di tutto si è imposto per due
reti a zero sull’Arsenal, generoso ma ancora molto lontano dai bavaresi. I
rigori sbagliati nel primo tempo, uno per parte, sembravano il prologo ad una
serata senza reti, ma nella ripresa ci ha pensato Kroos con una prodezza a
sbloccare il risultato; Ozil e compagni, ridotti in 10, si sono rintanati a
ridosso della propria area, a difendere un passivo non così pesante, ma in
prossimità del novantesimo il gol di Muller ha di fatto chiuso il discorso
qualificazione. Onore ai “gunners”, ma anche quest’anno battere il Bayern sarà
un’impresa per chiunque. Infine, nell’unico ottavo con un’italiana in campo, il
Milan ha ceduto di misura all’Atletico Madrid, che si è preso il massimo
risultato con il minimo sforzo; buona la prova dei rossoneri, autori di un
primo tempo ottimo ma molto sfortunato con due legni colpiti in seguito a due
super parate di Courtois, che si conferma uno dei migliori portieri al mondo;
nella seconda frazione gli uomini di Seedorf sono calati dal punto di vista
fisico, ma hanno quasi sempre gestito il match senza patemi, lasciando
pochissimo spazio ai fortissimi spagnoli. Il gol beffa è arrivato a pochi minuti
dallo scadere, con Diego Costa abile a sfruttare al meglio un errore di Abate
infilando in rete di testa. Al Calderon sarà durissima, ma la buona prestazione
lascia qualche speranza a Balotelli e compagni, che con un po’ di fortuna,
quella che è mancata ieri sera, possono ancora farcela.
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