Dopo il
mezzo passo falso di Birmingham dello scorso weekend, quando era stato fermato
per 1a1 dal WBA, il Liverpool riprende la propria marcia, e lo fa nel modo più
straordinario e inaspettato possibile, strapazzando per 5a1 l’ormai ex
capolista Arsenal. Ad Anfield Road va in scena una partita memorabile, con i
primi venti minuti che entrano di diritto nella leggenda reds; bastano 57
secondi a Skrtel per sbloccare il match, deviando di testa, in sospetto
fuorigioco, una punizione dalla trequarti. Dieci minuti più tardi sempre lo
slovacco, sempre di testa, trova una torsione straordinaria, infilando Szczesny
per la doppietta; in cinque minuti, in rapida successione, arrivano poi i gol
di Sterling e Sturridge, bravi ad approfittare dell’impresentabile, almeno
oggi, difesa dei gunners, e sfruttando al meglio le perfette imbucate di Suarez
e Coutinho. Il resto del primo tempo è accademia pura, con gli uomini di
Brendan Rodgers straripanti in ogni zona del campo e più volte vicini al poker,
mentre l’Arsenal fatica costantemente a costruire, non rendendosi praticamente
mai pericolosa dalle parti di un inoperoso Mignolet. Nella ripresa la musica
non cambia nonostante il triplo cambio apportato da Wenger, e dopo un’altra
spettacolare azione, che mette a nudo tutti i limiti di Mertesacker, il
giamaicano Sterling, vent’anni ancora da compiere, sigla la sua personale
doppietta. Da qui in poi la partita si spegne gradualmente, e il “consolation goal”
di Arteta, che trasforma un rigore causato da Gerrard, serve solo per gli
almanacchi; nel finale i padroni di casa sfiorano più volte la sesta rete, e il
triplice fischio finale è quasi una liberazione per Ozil e compagni. Non ha
segnato Suarez, comunque da applausi così come Coutinho, e Sturridge ha fallito
un paio di occasioni quasi banali per uno come lui, ma se il Liverpool si
permette un’altra S&S da quattro gol come oggi, per i reds la corsa al
titolo non è ancora finita, anzi, mentre la squadra del tecnico francese dovrà
cancellare subito la giornataccia nel Merseyside e rialzare la testa, già dal
turno infrasettimanale che si disputerà tra martedì e mercoledì.
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