lunedì 19 maggio 2014

ARSENAL - HULL CITY


Nove anni dopo l’ultimo trionfo, l’Arsenal torna finalmente ad alzare un trofeo al cielo, e lo fa sul prato di Wembley, scenario più prestigioso d’Inghilterra e non solo. Nella finale di FA Cup, competizione già vinta altre dieci volte nella storia, i “gunners” hanno piegato solo nei supplementari l’Hull City, dando un senso ad una stagione si emozionante, ma che si stava avviando, come sempre nell’ultimo decennio, a terminare senza la conquista di alcun titolo. Eppure, anche sabato gli uomini di Wenger sono andati vicini all’impresa di non vincere: dopo solo otto minuti infatti, i “tigers” erano già sul 2-0, e la maledizione che colpisce i londinesi sembrava destinata a continuare; fortunatamente, dopo che l’Hull è andato ad un passo dal gol che avrebbe potuto chiudere la finale dopo nemmeno un quarto d’ora, Cazorla ha trovato la rete che ha ridato speranza ai tifosi e alla squadra, spedendo all’incrocio una punizione magistrale. Da quel momento, e per tutta la ripresa, Ozil (in ripresa dopo un paio di mesi difficili) e compagni si sono spinti in avanti, assediando di fatto la porta di Mc Gregor, alla ricerca del pareggio, che appariva stregato; alla fine, quando gli spettri di una nuova, immensa delusione stavano per materializzarsi, ci ha pensato Koscielny in girata a rimettere le cose a posto, cancellando con un gol fondamentale una stagione personale estremamente difficile, resa tale soprattutto dalle goleade subite sui campi delle prime tre della classifica, nei match che hanno di fatto estromesso la squadra del nord di Londra dalla corsa al titolo. Raggiunto il meritato 2-2, i “gunners” hanno provato a vincerla, andando vicinissimi al terzo gol in particolare con Gibbs, ma i supplementari si sono presentati come l’epilogo più azzeccato per una finale memorabile; con le squadre stanche si sono aperti molti spazi, e il varco giusto l’ha trovato Ramsey, l’uomo che fino a fine anno, in coincidenza con il Christmas Period, aveva trascinato la squadra in vetta, salvo poi arrendersi ad un serio infortunio, che l’ha tenuto lontano dal campo fino a metà aprile; il gallese ha sfruttato la sua dote migliore, l’inserimento, e ha chiuso nel migliore dei modi una bellissima azione elaborata, come tante altre che quest’anno i tifosi dell’Emirates hanno potuto apprezzare, rubando il tempo a Mc Gregor, costretto a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Il resto dell’overtime ha riservato ancora emozioni, ma i “tigers”, sospinti a gran voce dai venticinquemila arrivati dall’est del paese, non hanno più trovato la forza necessaria per rendersi pericolosi, sfiniti da una partita estenuante, e il fischio finale ha dato il via alla festa dei londinesi. Nove anni dopo l’Arsenal, che non aveva ancora vinto un trofeo da quando ha lasciato il vecchio Highbury, alza al cielo la Coppa d’Inghilterra, la più prestigiosa e antica del mondo; il “professore di Strasburgo” Wenger, probabilmente il più bravo tra gli allenatori meno vincenti, torna ad assaporare il gusto della vittoria, zittendo quanti l’hanno sempre contestato per la sua incapacità di cambiare stile di gioco. Onore all’Hull City, che si è dimostrato tutto fuorchè vittima sacrificale, ma onore e complimenti soprattutto ai “gunners”, che hanno giocato per buona parte della stagione il miglior calcio d’Europa e, con una coppa finalmente in bacheca, si preparano ad una stagione da protagonisti, in Inghilterra e non solo.

Nessun commento:

Posta un commento