Dopo le due puntate precedenti, in cui abbiano
analizzato le big e le altre squadre della Premier League, oggi chiudiamo la
trilogia sui soprannomi delle squadre inglesi, soffermandoci sui più belli
della Championship e delle leghe minori. La prima citazione è doverosa, visto
che il Leicester è stato promosso nella vecchia First Division come vincitore
del campionato: i giocatori sono conosciuti come foxes, conseguenza della caccia alla volpe, molto diffusa in
passato nella zona centrale dell’Inghilterra. Promozione raggiunta, ed è la
seconda negli ultimi anni, anche per il Burnley, squadra del Lancashire: come
per il più noto e titolato West Ham, anche i clarets devono il loro soprannome al colore della maglia. Di nomignoli
derivati dalla divisa sociale è comunque piena la seconda serie: tra gli altri,
molto bello è quello del Watford, club di proprietà della famiglia Pozzo e
allenato dall’ex Siena e Palermo Sannino; gli hornets, calabroni, vestono il giallo e il nero, mentre per
rimanere in tema, se i giocatori del Barnet sono i bees, anche il Blackpool ha un soprannome simpatico dovuto alla
divisa: tangeriners sono infatti i
mandarini, ovviamente arancione sgargiante; c’è però un altro nomignolo che
caratterizza la città del sud: essendo un centro costiero, tifosi e giocatori
sono noti anche come seasiders. Quello
del mare è però un elemento rilevante anche per altri club, basti vedere il
Bristol Rovers, i cui calciatori vengono chiamati pirates, e il Grimsby Town, compagine semisconosciuta, i cui atleti
sono i mariners. L’abitudine più
diffusa nelle serie minori è però quella di etichettare le squadre a seconda
dell’industria locale, che spesso dà o dava lavoro a tutti gli abitanti della
zona; tra i tantissimi vale la pena ricordarne alcuni: a Sheffield, importante
centro siderurgico dello Yorkshire, si parla di blades vista la grande fabbricazione, soprattutto in passato, di
coltelli; a Burton è invece diffusa la produzione della birra, e i giocatori
hanno ereditato il nomignolo di brewers,
birrai appunto. Tractor boys sono
invece i calciatori dell’Ipswich Town, a sottolineare la grande diffusione dell’agricoltura
nel Suffolk. I glowers, guanti, sono
invece la principale esportazione di Yeovil, mentre i cappelli, da cui deriva hatters, sono prodotti in larga scala a
Luton. E se Northampton è la terra dei cobblers,
i calzolai, a Wycombe si sono specializzati nella produzione di sedie, da cui
deriva il nickname chairboys. Infine,
poco noti ma sicuramente rappresentativi sono i soprannomi di Walsall, saddlers, e Macclesfield Town, silkmen, città conosciute
rispettivamente per la produzione di selle e per la lavorazione della seta. Tra
le tante altre, scegliamo gli ultimi degni di nota: Haddocks, noto fish and
chips locale, ha dato il nome di addicks
ai giocatori del Charlton, conosciuti anche, alla pari di quelli dello Swindon,
come robins, pettirossi; bordeaux e
ambra sono invece i colori sociali del Bradford, da cui deriva bantams, mentre gli yellows sono i calciatori del
Cambridge, la squadra seguita dal mitico Nick Hornby al tempo dell’università. Boro, abbreviazione del nome, è il
soprannome di Middlesbrough e Stevenage, mentre il Barnsley ha adottato il
nomignolo con cui sono conosciuti tutti gli abitanti dello Yorkshire, ovvero tykes. Per quanto riguarda i nicknames “animali”
invece, sono ancora da menzionare i terriers
(razza di cane) dell’Huddersfield,gli stags,
cervi, del Mansfield Town, gli scoiattoli, squirrels,
del piccolissimo Formby, e gli shrimps
di Morecambe, città divenuta famosa per la pesca, appunto, di gamberetti. Sky blues, Coventry, lions, Millwall, cherries, Bournemouth, poppies,
Kettering Town (questi ultimi per gli stadi costruiti rispettivamente su campi
di ciliegie e papaveri)… potremmo andare avanti all’infinito, invece siamo
costretti a chiudere. Non dimenticando i gabbiani, seagulls, i gufi, owls,
e i pavoni, peacocks, di Brighton, Sheffield
Wednesday e Leeds, oltre a pompey
(Portsmouth) e smoggies (altro
soprannome affibbiato al Middlesbrough per l’eccessivo inquinamento industriale
del nord di Inghilterra) mettiamo la parola fine con tre nicknames “leggendari”:
red imps, folletti rossi, soprannome
dei giocatori del Lincoln City, derivato dalla famosissima statua presente
nella grande cattedrale della città; monkey
hangers, letteralmente gli appendi tori della scimmia, nomignolo dell’Hartlepool
United: si narra infatti che proprio in questa cittadina, durante il periodo
napoleonico, gli abitanti impiccarono una scimmia sospettata, pensate un po’,
di essere una spia francese. Infine, forse il più particolare di tutti è quello
del Bolton: trotters vengono infatti
chiamati i giocatori della squadra dell’area di Greater Manchester; la leggenda
racconta infatti che agli albori della storia del calcio, intorno alla fine del
XIX secolo, il campo della squadra oggi in decadenza era situato in prossimità
di un allevamento di maiali,e spesso i giocatori, pur di recuperare il pallone
finito tra i suini, dovevano “trottare” dentro il porcile.
Dopo un soprannome così pazzesco non possiamo che
scrivere The end, sperando che abbiate trovato simpatica ed esauriente questa
rubrica, ed invitandovi a scegliere il vostro nickname preferito.
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