Sabato pomeriggio, mentre per le strade di Roma
andava in scena un'altra vergognosa rappresentazione del non-calcio italiano,
lungo i cinquecento chilometri dell’autostrada che collega Parigi alla
Bretagna, direzione capitale, centinaia di trattori viaggiavano in monomarca occupando
la corsia centrale, animati da un entusiasmo che raramente vediamo dalle nostre
parti. Erano i tifosi del Guingamp, piccolo centro agricolo (peraltro gemellato
con la marchigiana Urbino), che dal nord-ovest del paese si spostavano in massa
verso Saint-Denis, stadio sede della finale di Coppa di Francia; come mai
questo inusuale quanto incredibile spettacolo? Perché lassù, gli abitanti della
cittadina sono da sempre soprannominati “les paysans”, termine dispregiativo
che si potrebbe ben tradurre con “contadinotti”, e loro, che i trattori li
usano quotidianamente nei campi, hanno pensato bene di farne il loro mezzo di
trasporto anche per la lunga trasferta. E i rossoneri, che si erano già presi
la coppa nel 2009 partendo addirittura dalla Ligue 2, anche questa volta si
sono regalati una grande vendetta, bissando il successo di cinque anni fa e
guadagnandosi, oltre all’ambito trofeo, anche la possibilità di partecipare
alla prossima Europa League. Come allora, l’avversario era ancora il Rennes,
guarda caso la squadra del capoluogo della Bretagna, in un derby città-campagna
che almeno sulla carta non aveva storia; invece, come nel calcio spesso accade,
la carta si è rilevata straccia, e gli uomini di Gourvennec hanno compiuto l’impresa.
Ma il successo parte sempre da molto lontano, e Guingamp non fa eccezione: meno
di ottomila abitanti, ma uno stadio da 18.000 posti, la Roudourou, sempre
esaurito, anche grazie agli oltre novemila tifosi titolari di abbonamento. E così,
la squadra che in passato ha lanciato due grandi del calcio europeo, Malouda ma
soprattutto Drogba, dopo una lunga rincorsa si è trovata quest’anno ad
affrontare la Ligue 1 per la settima volta nella sua storia, un campionato quindi
nuovo per i bretoni, abituati alle battaglie della mediocre seconda serie; e la
stagione, nonostante una partenza straordinaria, si è ben presto trasformata in
una lotta piena di emozioni, tant’è che a centottanta minuti dall’ultimo
fischio Mathis e compagni non possono ancora festeggiare la matematica
salvezza, per quanto il pareggio strappato a Monaco nell’ultimo turno sappia
tanto di certezza. Ma la squadra del presidente Le Graet il colpo grosso lo ha
fatto sabato a Parigi, e ancora una volta deve dire grazie a Yatabarè, l’attaccante
maliano che, come ha fatto spesso quest’anno, ha lasciato il segno, confermando
che in Bretagna, dopo tanto peregrinare per i campionati minori, ha trovato la
sua casa. Sarà quindi un finale ancora tutto da scrivere, con la salvezza che
si deciderà probabilmente solo all’ultima giornata, ma oggi, come cinque anni
fa, a Guingamp sono felici perché loro, “les paysans”, hanno dimostrato, seppur
contadini, di non essere inferiori a nessuno.
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