giovedì 8 maggio 2014

GUINGAMP, IL CALCIO CHE CI PIACE


Sabato pomeriggio, mentre per le strade di Roma andava in scena un'altra vergognosa rappresentazione del non-calcio italiano, lungo i cinquecento chilometri dell’autostrada che collega Parigi alla Bretagna, direzione capitale, centinaia di trattori viaggiavano in monomarca occupando la corsia centrale, animati da un entusiasmo che raramente vediamo dalle nostre parti. Erano i tifosi del Guingamp, piccolo centro agricolo (peraltro gemellato con la marchigiana Urbino), che dal nord-ovest del paese si spostavano in massa verso Saint-Denis, stadio sede della finale di Coppa di Francia; come mai questo inusuale quanto incredibile spettacolo? Perché lassù, gli abitanti della cittadina sono da sempre soprannominati “les paysans”, termine dispregiativo che si potrebbe ben tradurre con “contadinotti”, e loro, che i trattori li usano quotidianamente nei campi, hanno pensato bene di farne il loro mezzo di trasporto anche per la lunga trasferta. E i rossoneri, che si erano già presi la coppa nel 2009 partendo addirittura dalla Ligue 2, anche questa volta si sono regalati una grande vendetta, bissando il successo di cinque anni fa e guadagnandosi, oltre all’ambito trofeo, anche la possibilità di partecipare alla prossima Europa League. Come allora, l’avversario era ancora il Rennes, guarda caso la squadra del capoluogo della Bretagna, in un derby città-campagna che almeno sulla carta non aveva storia; invece, come nel calcio spesso accade, la carta si è rilevata straccia, e gli uomini di Gourvennec hanno compiuto l’impresa. Ma il successo parte sempre da molto lontano, e Guingamp non fa eccezione: meno di ottomila abitanti, ma uno stadio da 18.000 posti, la Roudourou, sempre esaurito, anche grazie agli oltre novemila tifosi titolari di abbonamento. E così, la squadra che in passato ha lanciato due grandi del calcio europeo, Malouda ma soprattutto Drogba, dopo una lunga rincorsa si è trovata quest’anno ad affrontare la Ligue 1 per la settima volta nella sua storia, un campionato quindi nuovo per i bretoni, abituati alle battaglie della mediocre seconda serie; e la stagione, nonostante una partenza straordinaria, si è ben presto trasformata in una lotta piena di emozioni, tant’è che a centottanta minuti dall’ultimo fischio Mathis e compagni non possono ancora festeggiare la matematica salvezza, per quanto il pareggio strappato a Monaco nell’ultimo turno sappia tanto di certezza. Ma la squadra del presidente Le Graet il colpo grosso lo ha fatto sabato a Parigi, e ancora una volta deve dire grazie a Yatabarè, l’attaccante maliano che, come ha fatto spesso quest’anno, ha lasciato il segno, confermando che in Bretagna, dopo tanto peregrinare per i campionati minori, ha trovato la sua casa. Sarà quindi un finale ancora tutto da scrivere, con la salvezza che si deciderà probabilmente solo all’ultima giornata, ma oggi, come cinque anni fa, a Guingamp sono felici perché loro, “les paysans”, hanno dimostrato, seppur contadini, di non essere inferiori a nessuno.

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