martedì 6 maggio 2014

CRYSTAL PALACE - LIVERPOOL


È un suicidio sportivo quello che è andato in scena a Selhurst Park ieri sera. Il Liverpool, avanti di tre gol al quarto d’ora della ripresa, con davanti a sé mezzora da vivere all’arrembaggio, con la speranza di limare la differenza reti nei confronti del Manchester City, è riuscito a farsi rimontare dal Crystal Palace, assolutamente senza più ambizioni di classifica, ma capace di segnare tre gol in meno di dieci minuti, condannando di fatto i reds ad un altro anno senza titoli, e a rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria della Premier che manca ormai da ventiquattro anni. Fatale alla squadra di Brendan Rogers è stata la stanchezza, che nell’ultima mezzora ha lasciato sulle gambe Suarez e compagni, incapaci di ripartire e costretti a subire il ritorno delle eagles, che hanno cambiato volto dopo l’ingresso di Gayle, l’uomo che fino a due anni fa, aspettando una chiamata importante, faceva ancora il carpentiere per mantenersi. Eppure i primi sessanta minuti avevano detto ben altro, con gli uomini del Merseyside scesi a Londra non solo per vincere, ma per segnare più reti possibili, e mettere pressione ad Aguero e compagni, oggi ancora più padroni del proprio destino. Nonostante le tantissime occasioni, il primo tempo si è concluso con gli ospiti in vantaggio di una sola rete, firmata da Allen; nella ripresa però, complice un calo evidente di Jedinak e compagni, il Liverpool ha siglato due reti in pochi minuti con la S&S, ed emblematiche sono state le esultanze trattenute e la corsa a centrocampo con il pallone tra le braccia, chiaro segnale di non resa nonostante il risultato apparentemente già in cassaforte. E in quei minuti, appena dopo il trentunesimo centro stagionale di Suarez, i reds sembravano veramente in grado di riaprire il discorso differenza reti, con una valanga di occasioni che però non sono state sfruttate a dovere. Dopo dieci minuti di sfogo però, la stanchezza ha cominciato ad appesantire le gambe, il centrocampo ha smesso di sostenere le punte e si è arenato nella propria metà campo, incapace di creare gioco; in quel momento il Crystal Palace, che sembrava morto e sepolto, ha avuto la forza di reagire, e l’ingresso di Gayle ha cambiato completamente il match: prima Delaney, con un tiro deviato da Jonshon, ha accorciato le distanze, e poi proprio lo stesso ex Peterbrough ha messo a segno la doppietta che ha mandato all’inferno il Liverpool e in paradiso, oltre ai tifosi del Palace, anche il Manchester City. L’assalto finale dei reds, che hanno però anche rischiato di perdere la partita, ha prodotto un paio di mischie furibonde ma non ha dato frutti, e il triplice fischio finale ha messo quasi sicuramente anche la parola fine sul campionato, visto che i citizens potranno permettersi anche di fare quattro punti per vincere la seconda Premier League negli ultimi tre anni.

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