Se avete la possibilità di fare un viaggio in
Bretagna, nel nord ovest della Francia, concedetevi una tappa a Guingamp, città
medievale, o forse è meglio definirla borgo, situata nella Côtes-d’Armor,
proprio là dove il paese si protende verso l’Oceano Atlantico; magari non
troverete molto da visitare, il centro storico con i suoi tre antichi castelli
è piacevole ma molto piccolo, e a meno che capitiate nel bel mezzo del festival
de Saint Loup, una sorta di manifestazione celtica che si svolge ogni anno nella
seconda metà di agosto, non vi porterete a casa molti ricordi. Se siete
appassionati di calcio però, e magari credete ancora alle favole, Guingamp è
l’ideale: fondata nel lontano 1912, la società calcistica vanta solo sette
apparizioni nella massima serie, ma nel rapporto palmares-importanza non è
seconda a nessuno; quest’anno dopo una stagione quasi trionfale in Ligue 2,
culminata col secondo posto dietro solo allo strapotere del Monaco, si è
presentata ai nastri di partenza della Ligue 1 senza grosse ambizioni, se non
quella di centrare la salvezza, obiettivo ampiamente dichiarato in fase di
presentazione; il mercato estivo non lasciava infatti spazio a grandi sogni:
trattenuto Yatabarè, nome nuovo del panorama calcistico francese e bomber
dell’intero campionato l’anno precedente, si è scelto di fare cassa cedendo
Imbula al Marsiglia, dopo che il giovane centrocampista era stato premiato come
miglior giocatore della seconda divisione. La partenza in campionato è stata
complicata, con due sconfitte in fila e zero punti in graduatoria; alla terza
però, nel primo derby bretone di stagione, i rossoneri hanno avuto la meglio
sul Lorient, inaugurando un periodo positivo, culminato nel 2-0 agli arcirivali
del Rennes e nella vittoria ad Annecy contro l’Evian, in quella che è stata la
prima affermazione esterna per gli uomini di Gourvennec. Nel frattempo, tra i
“paysans”, come vengono chiamati in senso dispregiativo gli abitanti di
Guingamp, l’entusiasmo cresceva in modo smisurato, tant’è che lo Stade de Roudourou,
l’impianto locale da 18 mila posti, era sempre tutto esaurito, nonostante la
cittadina conti all’incirca 8 mila abitanti; un entusiasmo incredibile per una
squadra così piccola, che quindici anni fa, dopo aver giocato anche un turno
europeo contro l’Inter di Roy Hodgson, aveva rischiato la caduta definitiva tra
gli amatori; un entusiasmo premiato da Sorbon e compagni con grandi prestazioni
sia in campionato, dove resta il rammarico per una immeritata sconfitta in
extremis al Parc des Princes, che in coppa di Francia, competizione già vinta
nel 2009 e da sempre onorata al meglio dalle squadre meno blasonate. Nonostante
una classifica da sogno però, l’inverno ha riportato i bretoni sulla terra, e
per quasi tre mesi, fino al 22 febbraio, i rossoneri non sono stati capaci di
trovare la vittoria, nonostante abbia fatto scalpore lo storico pareggio
casalingo contro il Psg, fermato sull’1-1. Qui sono venute a galla l’esperienza
e soprattutto la bravura di Gourvennec, l’uomo che nel 2010 aveva preso in mano
il Guingamp caduto nel Championnat National, l’ultimo livello del calcio
professionistico transalpino, e nel giro di tre anni l’ha portato a giocare nei
più grandi e passionali stadi francesi; la vittoria nell’importantissima sfida
col Nizza, e il colpaccio a Rennes nel turno successivo hanno gettato basi
solidissime per la salvezza; salvezza che, nonostante una serie di cinque
sconfitte consecutive, è arrivata in anticipo grazie al pareggio nel principato
e alla vittoria sul Tolosa alla penultima giornata. Nel mezzo, la squadra che
ha svezzato uno dei più grandi attaccanti dell’ultimo decennio, Didier Drogba,
ha compiuto un’altra grandissima impresa, ancor più inaspettata: il 3 maggio
infatti, dopo che quindici giorni prima avevano eliminato proprio il Monaco ai
supplementari, allo stadio St Denis capitan Mathis e compagni hanno alzato al
cielo la Coupe de France, conquistata dopo una finale memorabile, come cinque
anni fa, contro il Rennes, in un derby fratricida che ancora una volta ha
lasciato a bocca asciutta i tifosi della squadra del capoluogo, premiando
invece “les paysans”. Uno smacco incredibile, che i “contadinotti” hanno
festeggiato a loro modo, rombando alla guida dei propri trattori, con i quali
in tantissimi hanno percorso gli oltre cinquecento chilometri di autostrada che
collegano Parigi alla Bretagna. La matematica certezza della permanenza in
Ligue 1, arrivata una settimana più tardi, è stata la ciliegina sulla torta di
una stagione straordinaria, stagione nella quale i ragazzi terribili del presidente
Le Graët hanno saputo togliersi soddisfazioni incredibili, impensabili ad
inizio stagione. La prossima annata si annuncia ancora più combattuta, e ad un
campionato sempre più competitivo si aggiungerà il girone di Europa League, che
impegnerà i rossoneri anche durante la settimana, ma adesso, nonostante il 2
agosto, data della finale di supercoppa contro il Psg, non sia poi così
lontano, per i bretoni è tempo di pensare solo ai festeggiamenti, per non dimenticare
una stagione pazzesca, in cui loro, gli sconosciuti “paysans”, si sono resi
indiscussi protagonisti.
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