mercoledì 12 marzo 2014

UNA FAVOLA DI NOME WIGAN


Camminando per il centro di Wigan, centro tessile del Lancashire a due passi da Manchester, se chiedete ai passanti se credono ancora alle favole, non vi prenderanno per pazzi, ma vi diranno senza indugi di si, che da quelle parti tutti si sentono ancora un po’ bambini. E d’altro canto, vincere una FA Cup, peraltro primo titolo della storia del club, con una squadra che tre giorni dopo retrocede in Championship non è da tutti, e farlo poi contro la grande Manchester, che agli abitanti di Wigan dà lavoro da secoli, rende la cosa ancora più affascinante e a suo modo magica, soprattutto considerando che i successi sportivi cittadini erano sempre stati appannaggio della fortissima squadra locale di rugby. Dopo l’inaspettato quanto meritato trionfo di Wembley di quasi un anno fa, in questa stagione i “latics” si sono trovati ad affrontare nuovamente il campionato di seconda serie, che storicamente gli appartiene molto più della Premier League. Salutato Roberto Martinez, migrato un po’ più a ovest per allenare, con ottimi risultati, l’Everton, la dirigenza ha deciso di puntare sul tedesco Uwe Rosler, discreto ex attaccante di Bundesliga e non solo, che ha fatto le sue fortune, guarda caso, con la maglia azzurra del Manchester City, con la quale ha segnato cinquanta gol in quattro stagioni. Partiti con l’obiettivo di centrare i playoff, Fortuné e compagni stanno viaggiando a buone medie in un campionato come al solito combattutissimo, che come sempre darà i suoi verdetti solo alla quarantaseiesima giornata; da detentori del più antico trofeo del mondo, i “latics” hanno anche partecipato, senza fortuna, al girone eliminatorio di Europa League, venendo eliminati nonostante fossero inseriti in un girone sulla carta molto abbordabile. Ma è in coppa che il miracolo si sta compiendo, di nuovo. Dopo aver avuto la meglio solo nel replay del MK Dons, squadra sorta dieci anni fa dalle ceneri del vecchio Wimbledon (poi salvato dai propri tifosi), i biancoblu hanno avuto la meglio su due squadre della massima serie: prima il Palace, battuto al DW Stadium, e poi negli ottavi il Cardiff, sconfitto 2-1 a domicilio. L’accesso ai quarti è stato già di per sé un successo clamoroso, e il sorteggio con il Manchester City ha acquisito da subito il gusto della rivincita per gli uomini del presidente Mansour; ma è proprio all’Etihad che l’imponderabile si è consumato per la seconda volta in meno di dodici mesi; seguiti da migliaia e migliaia di supporters, i ragazzi di Rosler sono passati subito in vantaggio con il rigore trasformato da Jordi Gomez, raddoppiando in avvio di ripresa con la spaccata vincente di Perch. Lo stupore generale di Aguero e compagni si è trasformato ben presto in rabbia agonistica allo stato puro, e nell’ultima mezzora, dopo che Nasri ha dimezzato lo svantaggio, i “citizens” si sono riversati in attacco, sfiorando a più riprese un pareggio che a rigor di logica avrebbero strameritato. Ma si sa, il bello del calcio è anche questo, e il fischio finale ha dato il là alla festa di tutti i sostenitori dei “latics”, increduli di essere riusciti per due volte in così poco tempo, e in appuntamenti tanto importanti, ad aver ragione di una delle squadre più forti del mondo. Non era una finale, ma per il Wigan questo successo equivale quasi ad un altro trofeo, e seppur il cammino resti in salita, il sogno di bissare il trionfo dello scorso anno resta vivo negli occhi di tutta la città.

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