Camminando per il centro di Wigan, centro tessile
del Lancashire a due passi da Manchester, se chiedete ai passanti se credono
ancora alle favole, non vi prenderanno per pazzi, ma vi diranno senza indugi di
si, che da quelle parti tutti si sentono ancora un po’ bambini. E d’altro
canto, vincere una FA Cup, peraltro primo titolo della storia del club, con una
squadra che tre giorni dopo retrocede in Championship non è da tutti, e farlo
poi contro la grande Manchester, che agli abitanti di Wigan dà lavoro da
secoli, rende la cosa ancora più affascinante e a suo modo magica, soprattutto
considerando che i successi sportivi cittadini erano sempre stati appannaggio
della fortissima squadra locale di rugby. Dopo l’inaspettato quanto meritato
trionfo di Wembley di quasi un anno fa, in questa stagione i “latics” si sono
trovati ad affrontare nuovamente il campionato di seconda serie, che
storicamente gli appartiene molto più della Premier League. Salutato Roberto
Martinez, migrato un po’ più a ovest per allenare, con ottimi risultati, l’Everton,
la dirigenza ha deciso di puntare sul tedesco Uwe Rosler, discreto ex
attaccante di Bundesliga e non solo, che ha fatto le sue fortune, guarda caso,
con la maglia azzurra del Manchester City, con la quale ha segnato cinquanta
gol in quattro stagioni. Partiti con l’obiettivo di centrare i playoff, Fortuné
e compagni stanno viaggiando a buone medie in un campionato come al solito
combattutissimo, che come sempre darà i suoi verdetti solo alla
quarantaseiesima giornata; da detentori del più antico trofeo del mondo, i “latics”
hanno anche partecipato, senza fortuna, al girone eliminatorio di Europa
League, venendo eliminati nonostante fossero inseriti in un girone sulla carta
molto abbordabile. Ma è in coppa che il miracolo si sta compiendo, di nuovo. Dopo
aver avuto la meglio solo nel replay del MK Dons, squadra sorta dieci anni fa
dalle ceneri del vecchio Wimbledon (poi salvato dai propri tifosi), i biancoblu
hanno avuto la meglio su due squadre della massima serie: prima il Palace,
battuto al DW Stadium, e poi negli ottavi il Cardiff, sconfitto 2-1 a
domicilio. L’accesso ai quarti è stato già di per sé un successo clamoroso, e
il sorteggio con il Manchester City ha acquisito da subito il gusto della
rivincita per gli uomini del presidente Mansour; ma è proprio all’Etihad che l’imponderabile
si è consumato per la seconda volta in meno di dodici mesi; seguiti da migliaia
e migliaia di supporters, i ragazzi di Rosler sono passati subito in vantaggio
con il rigore trasformato da Jordi Gomez, raddoppiando in avvio di ripresa con
la spaccata vincente di Perch. Lo stupore generale di Aguero e compagni si è
trasformato ben presto in rabbia agonistica allo stato puro, e nell’ultima
mezzora, dopo che Nasri ha dimezzato lo svantaggio, i “citizens” si sono
riversati in attacco, sfiorando a più riprese un pareggio che a rigor di logica
avrebbero strameritato. Ma si sa, il bello del calcio è anche questo, e il
fischio finale ha dato il là alla festa di tutti i sostenitori dei “latics”,
increduli di essere riusciti per due volte in così poco tempo, e in
appuntamenti tanto importanti, ad aver ragione di una delle squadre più forti
del mondo. Non era una finale, ma per il Wigan questo successo equivale quasi
ad un altro trofeo, e seppur il cammino resti in salita, il sogno di bissare il
trionfo dello scorso anno resta vivo negli occhi di tutta la città.
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