Dopo aver atteso più di tre mesi, Lucien Favre
difficilmente credeva di interrompere l’infinita striscia di partite senza
vittorie a Dortmund, contro una squadra in salute e galvanizzata dal quasi
certo passaggio ai quarti di Champions, messo in cascina dopo il 2-4 di San
Pietroburgo. Invece, contro tutti i pronostici, il Monchengladbach è riuscito a
espugnare per due reti ad una il Westfalenstadion, violato per la quarta volta
in stagione; i “fohlen”, reduci dal ko interno contro l’Augsburg della scorsa
settimana, hanno sfoderato una grande prestazione, sicuramente la migliore del
2014, dominando i gialloneri di Klopp per tutto il primo tempo, e sfruttando al
meglio le ripartenze che tanti punti avevano fruttato nel girone d’andata. Il
gol di Raffael, al tredicesimo centro in campionato, ha spianato la strada ai
neroverdi, mentre il raddoppio è arrivato per merito di Kruse, che ha
cancellato un periodo personale difficile con una rete meravigliosa, seguita da
un’esultanza quanto mai simbolica. Da quel momento Lewandowski e compagni hanno
cercato la reazione, ma Ter Stegen non è quasi mai stato impegnato, e il gol di
Jojic, il secondo con la maglia dei vicecampioni d’Europa, è arrivato solo
grazie ad una sfortunata deviazione del portoghese Dominguez, altrimenti
perfetto in coppia con l’imperioso Stranzl. L’assedio finale non ha cambiato il
risultato, e il triplice fischio è arrivato come una liberazione per la squadra
di Favre, finalmente giunta alla fine di un tunnel che sembrava infinito. I
“puledri”, nella settimana della firma di Sommer come prossimo portiere,
bissano così il successo dell’andata, peraltro giunto grazie agli stessi
marcatori, si rilanciano in zona Europa League e tornano a sperare, mentre per
Klopp ci sarà da riflettere, ed il ritorno con lo Zenit sarà già un banco di
prova importante per una squadra costantemente alla ricerca della continuità.
Nessun commento:
Posta un commento