Mauro Cetto, Nicolas Bertolo, Anselmo, Eran Zahavi, Franco
Vazquez, Mauro Boselli (ma alla fine, lo sapeva o no?), Carlos Labrin,
Alejandro Faurlin, Mauricio Sperduti (di nome e di fatto), Nelson, Ignacio
Lores Varela, Santiago Garcia, Mauro Formica…
La stagione 2012-2013 non è stata
indimenticabile per il Palermo; o forse lo è stata, perché, oltre alla
retrocessione, non si potranno mai dimenticare tutti questi giocatori che, chi
per tutto l’anno o chi per soli sei mesi, hanno contribuito con le loro
prestazioni, scarse, alla discesa in serie B della squadra rosanero. E pensare
che l’uomo mercato scelto da Zamparini per la scorsa stagione era Pietro Lo
Monaco, forse uno dei migliori sulla piazza, che ha vissuto gli apici della sua
carriera tra il Catania e la piccante intervista di Josè Mourinho, che fece di
tutto per fingere di non conoscerlo, riconoscendo implicitamente il suo immenso
valore. Fatto sta che Lo Monaco, che forse non è mai andato d’accordo con
Zamparini (ma d’altronde, chi è mai stato in sintonia per più di un mese con il
patron friulano), nelle due sessioni di mercato ha accolto nel capoluogo
siciliano quanto di peggio il calcio europeo potesse offrire, con un mix di
giocatori giovani e inesperti che ha sancito la retrocessione del Palermo,
formalizzata solo nelle ultime giornate, già alla fine del mercato di gennaio. Tra questi mancati campioni, di cui oggigiorno si sono perse
le tracce, almeno per qualcuno, ce n’è anche uno che, lontano dal Barbera e dall’Italia,
ha trovato la sua dimensione, e sta letteralmente facendo innamorare i tifosi
della sua squadra, il Werder Brema. Stiamo parlando di Santiago Garcia,
venticinquenne argentino, terzino mancino, all’occorrenza anche esterno alto.
Garcia è arrivato in Italia, proprio a Palermo, nella stagione 2010-2011, ma
dopo un campionato senza gloria è finito al Novara in prestito, per rientrare
alla casa madre nella passata stagione, quella culminata con la retrocessione.
Fa un po’ effetto pensare che anche a Novara, dove ha disputato il campionato
da titolare, segnando anche un gol al Milan, la sua stagione si sia conclusa
con la caduta in serie B, ma oggi Santiago sta facendo ricredere tutti, Palermo
in primis. Ceduto in estate, ancora in prestito, per divergenze con la società,
il laterale argentino si è accasato al nord della Germania, in quel Werder
Brema che fatica a dare continuità ai risultati delle stagioni scorse, e
viaggia costantemente nella parte medio bassa della Bundesliga, nonostante una
buona rosa e un entusiasmo pazzesco che spinge sempre i tifosi dei verdi a
riempire il Weserstadion. Partito un po’ in sordina, Garcia ha cominciato ad
ottenere la fiducia del tecnico Dutt, fino a diventare un titolare fisso, che
sulla corsia mancina sa difendere ma sa soprattutto spingere; le sue qualità di
velocista, unite ad una buona tecnica, lo hanno anche portato spesso nelle aree
avversarie, e i due gol realizzati finora, l’ultimo dei quali ha steso il Bayer
Leverkusen secondo, ne hanno accresciuto la stima da parte dei sostenitori di
casa, che ne hanno già fatto uno dei loro idoli. Ad oggi Santiago Garcia è uno dei migliori stranieri della
Bundesliga, sicuramente una delle sorprese di quest’anno, e anche se
difficilmente il Werder si toglierà grandi soddisfazioni, sicuramente lui
continuerà a mettersi in mostra, guadagnandosi il riscatto della dirigenza
degli “isolani del fiume” e le attenzioni di tante altre squadre, e magari, non
poniamo limiti alla provvidenza, anche le attenzioni di Alejandro Sabella, il coach
dell’Argentina, che nel ruolo ha tanti dubbi e nessuna certezza, e che quindi
un pensierino sull’esterno di Rosario potrebbe anche farlo. Difficilmente
Zamparini lo rivedrà a Palermo, e siamo sicuri che Garcia qualche sassolino
dalla scarpa se lo toglierà, zittendo anche quanti, in suo disonore, avevano
persino creato un gruppo su Facebook per sottolineare la sua mancanza di
qualità.
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